La fiaba dei tre porcellini come metafora della psicoterapia

La fiaba dei tre porcellini come metafora della psicoterapia

I tre porcellini: la metafora della psicoterapia

Ricordate la fiaba “I tre porcellini”? 

Si narra di tre fratelli porcellini che, spinti dalla loro madre a costruirsi ciascuno la propria dimora, utilizzarono materiali diversi per farlo.  La madre raccomandò loro di costruire una casa che gli permettesse di difendersi dagli attacchi del lupo cattivo.

Le tre case

Fu così che il primo porcellino decise di costruire la casa con la paglia riuscendo a terminarla in poco tempo e con poca fatica.

Il secondo porcellino invece decise di costruire la propria casa con la legna e dovette pertanto impegnarsi di più dedicando maggior tempo e maggiori energie. Il terzo porcellino, quello più saggio e maturo, infine decise di costruire la propria casa con dei mattoni; impiegò pertanto materiale molto più solido lavorando per più tempo e con più impegno.

Gli costò tanta fatica, ma alla fine quando il lupo attaccò le tre case le prime due vennero distrutte dal lupo e i porcellini divorati. Il terzo invece, nonostante i tentativi del lupo di mangiarselo, riuscì a sopravvivere grazie alle mura solide che garantirono la sua salvezza.

La psicoterapia

Questa fiaba racchiude in sé tanti significati; ve la voglio riproporre in questo articolo come metafora della psicoterapia. Molti pazienti si rivolgono al terapeuta fin dalla prima seduta chiedendo quali saranno i tempi del percorso, spesso richiedendo grandi risultati in pochissimo tempo. Complice di questo sono i tempi che corrono e un mare magnum di professionisti, non sempre abilitati ad occuparsi di salute psichica, che propongono esattamente quello che il paziente vuole: risolvimi i problemi in poco tempo.

C’è in questa domanda un errore di fondo: quali sono i problemi da risolvere? Alcuni pazienti, pensano che il problema che portano in terapia siano ad esempio i sintomi e che superati questi il problema sia risolto, a volte con la collusione del professionista stesso che si occupa di accompagnare il paziente nella gestione e nel superamento del sintomo.

Se è vero che i sintomi sono invalidanti ed è comprensibile pertanto che il paziente voglia togliersi questo peso di dosso in breve tempo, è altrettanto importante capire che il sintomo è il migliore alleato del paziente in terapia. Il sintomo è un campanello d’allarme che ci dice che qualcosa non va, che è necessario intervenire in qualche modo, ma non è il problema. Se noi togliamo questo campanello d’allarme non facciamo altro che eliminare un sintomo senza in alcun modo andare ad elaborare quello che lo ha determinato.

Le conseguenze…

Il primo porcellino, furioso ha pensato che bastasse costruirsi una casa intorno per potersi difendere dal problema rappresentato dal lupo, sottovalutando la forza che questo aveva a sua disposizione per attaccarlo. Il secondo si è impegnato un po’ di più riuscendo a dare del filo da torcere al lupo che stava per desistere. Il terzo infine è stato ripagato dell’investimento di tempo e di sforzi che ha messo in atto per risolvere il problema. Lo stesso vale per la psicoterapia. Se pensiamo di poter risolvere i problemi in tempi brevissimi costruiremo una casa di paglia che alla prima difficoltà crollerà, se la costruiremo di legna avremmo fatto un lavoro più profondo su noi stessi ma non così tanto che ci garantisca di sopravvivere di fronte al lupo. Se invece costruiremo una casa di mattoni, la fatica fatta ci ripagherà degli sforzi avendo la meglio sul lupo.

Ma…. chi è il lupo in questa storia? Il lupo è ciò che è dentro e fuori di noi, rappresenta i traumi interiori e le cicatrici che ci portiamo dentro, ma anche le esperienze che quotidianamente affrontiamo, le difficoltà relazionali che abbiamo, etc…

Cerchiamo di costruire allora una casa di mattoni prima che il lupo la distrugga! L’impegno e il tempo che dedichiamo a noi stessi ci ripagherà offrendoci nuovi orizzonti e nuove possibilità. Contattami, ti aiuterò a costruire la tua casa di mattoni!

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